Pan dolce della fata

Questo tempo grigio autunnale mi fa venire voglia di coccolarmi con qualche dolcetto… a voi no? Ecco qui una ricetta francese “fatata”! :-)

Il dono della fata

Una figura importantissima nella tradizione francese, la fata Melusina, ha dato origine ad una consuetudine alimentare giunta fino a noi. Secondo la leggenda, narrata per la prima volta nel XIV secolo da Jean d’Arras, Melusina, figlia di fate marine simili alle sirene, assumeva ogni sabato le loro fattezze. Accettò di sposare il conte Raimondo, ma si fece promettere di non spiarla mai il sabato, quando era solita ritirarsi nelle sue stanze. Per lui costruì il castello di Lusingano e gli diede numerosi figli, dai quali discesero le più potenti casate feudali di Francia. Ma un giorno Raimondo, sopraffatto dalla curiosità, infranse la promessa e la fata fuggì lontano, continuando però a proteggere il casato e lasciando un tangibile ricordo della sua presenza. Ancora oggi, infatti, il lunedì seguente la Pentecoste alla fiera di Font-de-Cè, presso Lusignan, si mangiano i dolci che portano il suo nome.

Pandolce della fata

Dosi per 4 persone
300 g di farina
100 g di zucchero
2 cucchiai di miele
100 g di burro
2 uova
1 bicchiere di latte
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito per dolci
80 g di mandorle a lamelle
1 cucchiaio di granelli di zucchero
1 pizzico di sale

Preparazione: Unite all’impasto di farina, uova e zucchero, il miele, il burro a pezzetti a temperatura ambiente, la vanillina, il sale e il latte. Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo, aggiungete il lievito. Versate il composto in uno stampo rettangolare imburrato e leggermente infarinato e cospargete la superficie con le lamelle di mandorle e i granelli di zucchero. Cuocere in forno per 40 minuti a 180°.

Da: R. Carretta, La cucina delle fiabe, Il leone verde edizioni, 2002

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