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Buona Pasqua

Rieccomi qui: sono state giornate impegnative e non ho mai avuto molto tempo per me… E’ ritornato l’incubo della didattica a distanza, un sacrificio necessario visto l’incremento dei contagi, ma che ci trova tutti stanchi e sfiduciati. Queste giornate mi sembrano la fotocopia di quelle dell’anno scorso… mi sembra che nulla sia cambiato e che non si veda la fine di questa pandemia.

Ma cambiamo argomento: vi mostro qualche lavoretto pasquale

Lo schema dei coniglietti è “Ambiance printanière” di Danybrod. Il pulcino invece l’ho preso dal web, così come il girasole dei due ciondoli.

Vi faccio vedere anche la foto della mia pastiera napoletana un po’ atipica (sia nella forma che nel contenuto perché nel ripieno ho messo il grano spezzato e non quello intero e molti meno grassi e zuccheri), ricetta di Naturasì

e quella del mio pane preferito, il pane integrale cotto in pentola, che faccio tutte le settimane con il mio lievito madre:

Per oggi è tutto, alla prossima! E tanti auguri di buona Pasqua! Speriamo che sia l’ultima festa che passiamo in isolamento, lontano dall’affetto di amici e parenti…

La primavera è alle porte, la situazione in Lombardia sembra ripiombata all’anno scorso: ambulanze quotidiane, restrizioni sempre più pesanti, didattica a distanza… sembra un tunnel senza fine.

Per lo meno mio figlio è finalmente riuscito a fare la Cresima rimandata 2 volte, in una fredda domenica di pioggia, senza poterlo festeggiare. Quante cose che si stanno perdendo i nostri figli: anni di crescita preziosi che non torneranno più! Che tristezza…

Ecco le bomboniere che ho realizzato per lui:

Questo invece è uno scialle in lana merino dallo shop di Emma Fassio, che ho realizzato all’uncinetto seguendo uno schema di Katia:

E per finire finalmente una bambola tutta per me, realizzata con la tecnica Waldorf! E’ la prima che realizzo con questa tecnica e sinceramente non so se ne farò mai un’altra, adesso capisco perché a volerle acquistare già fatte sono così costose: ci vuole tantissimo lavoro… l’ho iniziata a Natale! Però il risultato finale mi piace molto.

Per oggi è tutto, alla prossima!

Buon Natale!!

Natale si avvicina e ho un po’ di cosine da mostrarvi (sembra che la mia vena creativa sia tornata):

Dallo schema “Cuore d’angelo” di Cuore e Batticuore. Spero di riuscire a ricamare anche gli altri perché sono bellissimi!

La consueta calze per il Natale di Alessio, mix di schemi di Lizzie Kate.

Addobbi per l’albero di Natale un po’ modificati tratti dallo schema “Merry Christmask” di Madame Chantilly: per non dimenticare questo 2020!

E per finire, una bambola: mi sono divertita tanto a crearla, voglio farne presto una per me.

Sarà un Natale più raccolto, triste e diverso per tutti noi… Un Natale in cui saremo e ci sentiremo più soli.
Per quello che mi riguarda non vedo l’ora che tutto questo finisca: ho voglia di rivedere la faccia delle persone senza quell’odiosa mascherina, voglio poter girare liberamente e incontrarmi con le mie amiche senza avere paura e voglio tornare a cantare! Speriamo che il nuovo anno ci riporti alle nostre vite, è l’augurio che faccio a tutti per 2021.

Tanti auguri di Buone Feste!

Halloween

Ogni anno quando si avvicina Halloween sforno dolcetti e creavo decorazioni per decorare la mia casa con i colori autunnali.

Ma quest’anno no, quest’anno è diverso… sento i mesi scivolarmi via tra le dita e mi sembra di non stare vivendo. Ho comunque decorato casa insieme a mio figlio con ciò che ho creato nel corso degli anni visto che lui ci teneva, ma io non ci ho messo nessun entusiasmo.

Non bastava l’incidente, il dolore al collo che non passa ma anzi sembra peggiorare con l’umidità autunnale, no: doveva tornare anche l’incubo Covid… d’altra parte era prevedibile. E se la prima ondata aveva risparmiato questa mia piccola provincia ricca di campagna e laghi, ora non è proprio così, anzi: la provincia di Varese è tra la peggiore in Lombardia dopo Milano! Amici, conoscenti, colleghi di mio marito, gente che conosci di vista in paese, compagni di scuola di mio figlio… il cerchio si stringe sempre più intorno a me e io ho paura. Di nuovo, di più, perché stavolta sono costretta ad uscire comunque perché la vita non si è fermata come a marzo ma prosegue tra scuola, impegni extra-scolastici e così via.

Mi tengo occupata: mi metto a studiare ogni genere di alimento o rimedio naturale che possa rinforzare il sistema immunitario mio e dei miei cari e sperimento. Ho sempre praticato l’omeopatia e una cucina naturale che usasse prodotti sani e se possibile autoprodotti, ma cerco di fare ancora meglio. Il web è una fonte inesauribile di risorse e per il resto c’è la mia amata biblioteca… ho scoperto la Macrobiotica e la cucina Macromediterranea. In questo momento i miei migliori amici sono i libri. Basterà? Sarò abbastanza brava? Mi sto illudendo di poter fare qualcosa per difendere i miei cari da questo virus e invece non funzionerà niente? Che cosa ne sarà di noi?

L’unica cosa che sono riuscita a terminare in questo è questo scialle di Emma Fassio, si chiama “un dolce abbraccio”. In questo periodo in cui abbiamo paura anche di abbracciare i nostri figli o i nostri mariti… ho cercato di coccolarmi un po’ da sola perché ne ho un gran bisogno.

Per oggi è tutto, alla prossima.

Sospesa…

L’autunno sta arrivando, pian piano le foglie iniziano a tingersi di colori caldi, l’aria si fa più umida e frizzantina, il sole non scalda più come prima. Nell’orto le zucche si preparano ad essere raccolte e gli altri ortaggi crescono in attesa dell’inverno.

Scuola e lavoro portano via ogni giorno da casa i miei uomini… e io mi ritrovo qui a pensare. Penso che no, non sono pronta a lasciar andare questa estate perché non l’ho vissuta… la mia estate, il periodo della spensieratezza e delle vacanze (anche se quest’anno proprio spensierate non sono state causa Covid) si è interrotta su un cavalcavia ligure quando il camion che ci ha colpito in quel maledetto tamponamento a catena ha distrutto la nostra macchina. Dopo tanta paura, la gioia di essere tutti vivi seppur un po’ acciaccati, la corsa in ospedale per gli accertamenti. I dolori ovunque mi ricordano che, anche se è trascorso più di un mese, il ricordo è ancora vivido. Il suono agghiacciante della lamiera che si accartoccia e l’urlo che ho cacciato, la preoccupazione per mio figlio seduto dietro popolano ancora i miei incubi, anche da sveglia. Passerà, ringrazio Dio che sono viva… però… però… non lo so nemmeno io che cosa c’è che mi tormenta. In fondo ci è andata bene, la macchina è distrutta ma noi siamo vivi, abbiamo recuperato tutte le valigie e i ricordi della vacanza, non ho perduto nemmeno il lavoro a maglia che stringevo a me come per proteggermi dall’impatto… quello scialle che qualche giorno fa ho finalmente finito e che vi mostro qui sotto.

Questo scialle mi ricorderà l’estate di quest’anno tremendo e penso che non è ancora finito… ancora poco più di 3 mesi in cui che cosa succederà ancora? Basta, non devo pensare: meglio concentrarmi sulle pulizie di casa perché di lavori creativi non se ne parla… mi sento troppo giù. Passerà. Almeno spero.

Uncinetto

In questo periodo estivo molto particolare (le restrizioni per il Covid hanno purtroppo cancellato la nostra routine estiva fatta di bagni al lago e giornate spensierate in spiaggia) ho scoperto un nuovo amore: l’uncinetto. Erano anni che non lo usavo, ma complice un periodo in cui volevo fare qualcosa di nuovo e gli ottimi spunti che trovo sul sito di Emma Fassio ho finito da poco lo scialle “Bohemian Chic” in cotone con i filati Anchor:

ci è voluto un bel po’ ma ne è valsa la pena!

Ne ho già iniziato un altro, che porterò con me in vacanza. Ho avuto le istruzioni in omaggio con l’acquisto di un gomitolo di soft lino di Katia, sempre dal sito di Emma. Ecco qui l’inizio:

non vedo l’ora di vedere le sfumature… è molto bello da lavorare, questo è il gomitolo che ho scelto io:

Per oggi è tutto, vado a preparare le valigie: dopo tutto il casino di questo periodo ancora non ci credo di partire per le vacanze! Avevo prenotato a Natale e mi spiaceva perdere tutto… anche se ho un po’ paura… speriamo bene… alla prossima!

 

Torno a vivere!

E’ passato parecchio tempo dal mio ultimo post su questo blog e il motivo è semplice: non ho vissuto… Come molte mamme in ostaggio di maestre affette da delirio operativo sono stata fagocitata insieme a mio figlio nel vortice della didattica a distanza. Parola d’ordine: finire i programmi a tutti i costi! Anche se questo ha voluto dire spiegazioni dei romani alle 7 di sera e verifiche il giorno dopo, interminabili live a tutte le ore “tanto che cosa avete da fare”, ricerche massacranti sugli argomenti più diversi che hanno richiesto giorni (e l’uso di programmi che nessuno conosceva tipo PowerPoint), interminabili Lapbook da ritagliare con problemi di approvvigionamento di carta e cartucce della stampante e interrogazioni di 2 ore e mezza in 4 materie (la discussione della mia tesi di laurea è durata 20 minuti, tanto per capire!).

Non si capisce perché l’uso del pc che fino a prima della Pandemia era da limitare nei bambini, adesso andava bene per ore e ore, tra spiegazioni, compiti, interrogazioni. E’ stato devastante! Mio figlio ha perso 2 kg e aveva gli incubi di notte. Io non so quante volte ho pianto, sopraffatta da tutto questo stress… Non avrei mai pensato di ringraziare di aver perso il lavoro, così potevo seguirlo, aiutarlo a studiare e nell’uso della tecnologia!

Ma ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti: oggi è stato finalmente l’ultimo giorno di scuola! Mai vacanze sono state più meritate!

Per ovvi motivi non ho molto da mostrarvi: solo un ricamo iniziato prima di Pasqua, l’unica cosa che sono riuscita a finire e oggi finalmente ho incorniciato… per non dimenticare questo periodo anche in futuro.

Per realizzarlo ho preso uno schema di GigiR “Adeline Ogier 1873” e l’ho un po’ trasformato.

Piano piano tornerò a vivere… anche se nulla sarà più come prima visto che le norme anti-covid ci impediscono anche di andare al lago, dove passavamo tutte le estati. Niente amici, forse anche niente vacanze… mi mancano le mie amiche, che sento solo per telefono. Per strada non riconosco nemmeno la gente: tutti sono nascosti dietro la maledetta mascherina. Mi manca tanto il coro: cantare insieme, i concerti, gli applausi del pubblico… Che tristezza! Ma almeno siamo tutti sani, nessuno ha ancora preso il virus per fortuna.

Per oggi è tutto, alla prossima!

Ho trovato questa foto che mi è piaciuta molto e che penso possa sintetizzare benissimo quello che stiamo provando in questo momento. Una Pasqua veramente triste, senza la grigliata tradizionale dai miei genitori… li ho videochiamati ma vederli e non poterli raggiungere mi rende ancora più triste. Certo, almeno stanno bene e non hanno preso il coronavirus. Mi manca mia sorella, mi mancano le amiche. Mi ripeto che tutti noi stiamo bene, cerco di pensare a chi è in ospedale oppure è a casa ma è in difficoltà perché senza lavoro non ci sono più soldi… mi ripeto che non mi devo lamentare. Ma il cuore è pesante, non posso farci niente! La preoccupazione per un futuro incerto è dentro di me e non riesco a scacciarla.

Prima di salutarvi vi mostro due lavoretti che abbiamo realizzato io e mio figlio con le tessere di mosaico avanzate dai lavoretti per la comunione dell’anno scorso: quella di sinistra è la mia croce, quella di destra l’ha realizzata mio figlio quasi tutta da solo (io ho solo incollato e stuccato le tessere). Per avere 10 anni è bravo, vero? Mi sembra molto creativo, ne sono molto orgogliosa!

Un abbraccio a tutti e alla prossima

E’ trascorso più di un mese di isolamento ma in Lombardia la situazione rimane drammatica. I contagiati sono più di 41000, con 6360 decessi… ogni giorno aspetto il bollettino delle 18 con l’ansia ed il cuore in gola. Nel mio paese ci sono solo 2 contagiati, ma in quelli limitrofi i numeri salgono… Non si vede ancora la fine, non si possono fare previsioni. Tutto è stato cancellato rimandato ad un futuro incerto.

E’ incredibile come fino a non molto tempo fa le giornate trascorrevano veloci tra i mille impegni e adesso il tempo sembra non passare mai. La mia giornata è scandita da passeggiate in giardino, lavoro nell’orto e in cucina, aiuto compiti e ora di musica con mio figlio. Fare lezione on-line è complicato, ma almeno ci tiene occupati.

Per il momento esistiamo… e resistiamo.

Ogni tanto mi dedico a qualche ricamo, ma siccome dormo poco (alle 6.30 sono già in piedi, non riesco a dormire oltre) alla sera sono stanchissima e non ho granché voglia di lavorare. Ecco un paio di lavoretti:

questo simpatico coniglietto è tratto da uno schema di Niky’s Creations.

questo invece di Wild Camomille è dedicato alle mie api. Non vi ho ancora parlato di loro: erano il mio sogno di un nuovo lavoro, quello della produzione e vendita di miele. Con il coronavirus naturalmente tutto si è fermato e il sogno di questa nuova attività è rimasto appunto un sogno. Ma le api sono lì, loro continuano a lavorare senza sosta e senza restrizioni… io le osservo spostarsi da un fiore primaverile all’altro e un po’ invidio la loro libertà. Ma potrebbe andare peggio: per ora nessuno della mia famiglia né dei miei parenti e amici si è ammalato ed è questo quello che conta. C’è di che ringraziare il Signore!

Vi lascio con un paio di foto delle merende che abbiamo fatto in settimana: il lato positivo è che siamo tutti a casa e quindi abbiamo più tempo per stare insieme (anche se mio marito lavora) e ci vediamo di più.

Tè nero alle violette del mio giardino e savoiardi sardi…

e pane ai cereali e semi di lino e sesamo fatto in casa con miele di castagno delle mie api.

Per oggi è tutto, alla prossima.

 

Qui in Lombardia sono 21 giorni che le nostre vite sono state progressivamente stravolte. 21 giorni – 3 settimane – che le scuole sono chiuse. I negozi sono stati progressivamente chiusi, a partire da quelli “superflui” come bar e ristoranti, fino a tutti quelli che non vendono generi alimentari. Chiuse le biblioteche, i musei, chiuse perfino le chiese… Mai come quest’anno sarei andata felicemente a tutti quegli appuntamenti a cui noi mamme di bambini in età di comunione/cresima partecipiamo sbuffando. La Quaresima è un periodo di rinunce, si sa, ma mai come quest’anno lo sento vero.

Penso a tutto quello che fino a 3 settimane fa davo per scontato, come andare a fare la spesa (chi si arrischia, oggi? A parte la possibilità di prendere il virus, per entrare al supermercato ci metti 2 ore di coda. Passerebbe la voglia anche ad un santo), un caffè al bar con le altre mamme, quattro chiacchere fuori dalla scuola… Cantare nel mio coro mi manca tantissimo. Portare mio figlio alla scuola di musica mi manca tantissimo. Sono sempre stata una persona che apprezza la solitudine, a cui piace stare a casa, ma mai come adesso sento la mancanza di contatti sociali. Anche andare dal dentista è diventato un problema: prima era facile trovare dei medici che si dedicassero a te. Adesso non più. Il dente che la mia dentista doveva sistemarmi è ormai compromesso. Aspettare 3 settimane é stato troppo. Un ascesso, l’antibiotico… no, non ci voleva. Non adesso. Ma ringrazio l’unica dentista che ho trovato… quando ha accettato di vedermi ho quasi pianto per il sollievo.

Mai come adesso ho amato le mie 4 galline: 4 galline vogliono dire 4 uova al giorno… c’è di cui ringraziare il Signore. Ringrazio anche di essermi dedicata, in questi quasi 12 anni di matrimonio, al “fai da me”, sia in cucina che per quanto riguarda gli oggetti. Ho imparato a fare tutto a partire dalle materie prime: il pane, lo yogurt, il kefir, il formaggio, i germogli di soia, so coltivare un orto… non ho mascherine? Bene, le posso fare:

Eccole qui! Si possono lavare e riutilizzare. Non saranno FFP3 ma sono qualcosa. Per farle ho seguito un video tutorial su YouTube: https://youtu.be/-cqOLYVrsUQ

Con un minimo di inventiva so che posso cavarmela a fare tutto. Forse questo periodo servirà a sprecare meno (non sono mai stata una che spreca, ma adesso sto ancora più attenta perché non so quando potrò ricomprare le cose che finisco), a inquinare meno, a risparmiare, a riscoprire la bellezza del fare da soli. La mia famiglia ha sempre apprezzato quello che so fare, ma mai come adesso è di vitale importanza perché devo dar loro da mangiare con quello che ho a disposizione per chissà quante settimane ancora. Perché tutti dobbiamo cercare di non uscire. Nemmeno per fare la spesa. Da quando ho perso il lavoro, mi sento ancora indispensabile.

Vivo in un piccolo paesino di provincia: il mio paese è così silenzioso, ma di un silenzio così irreale che ho sentito solamente quando ti alzi al mattino dopo una nevicata. Per fortuna ho un pezzo di terra con alberi da frutto, un piccolo orto, a cui mi posso dedicare e in cui posso passeggiare. Ho sempre amato andare per boschi, ma in questi giorni quest’idea è venuta a tanta altra gente che non so più se sia sicuro. In Lombardia, ad oggi, ci sono 11685 contagi, nella mia provincia 158 ma crescono, il cerchio si stringe. Piano piano anche i sindaci dei paesi vicini segnalano alcuni concittadini risultati positivi al test, so che prima o poi toccherà anche al mio. Penso ai miei cari, alla mia famiglia, con l’angoscia nel cuore. Non vedo i miei genitori da settimane, mio padre fa un lavoro nel settore alimentare quindi sta continuando a lavorare. Vede tanta gente. Ha 72 anni, è nella fascia più colpita. Non ha altre patologie, ma anche lui prende medicinali… penso che se venisse colpito e fosse ricoverato in ospedale non potrei nemmeno vederlo. Il pensiero che potrebbe morire da solo mi terrorizza. E’ già capitato a tanta gente… piango e prego. Non posso fare altro. Mio marito fuma da più di 20 anni… è giovane, ma come saranno messi i suoi polmoni? Di smettere non vuol sentire parlare. Piango e prego, di nuovo. Non posso fare altro.

Ora devo andare: devo tornare ad essere forte per la mia famiglia. Per mio figlio che ha solo 10 anni e che mai come in queste settimane vedo crescere e responsabilizzarsi. Non deve vedere la mamma piangere… Vi lascio con delle foto del mio giardino che, a dispetto dell’atmosfera che c’è nel mio cuore, sta fiorendo. La primavera sta arrivando, nonostante tutto. Guardare la natura fiorire mi fa pensare che prima o poi quest’incubo finirà.

Per oggi è tutto. Vi abbraccio, anche se solo virtualmente… alla prossima.