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Archive for 13 gennaio 2017

Il pettirosso è, da sempre, il mio uccellino preferito. Non so se è per via del colore del suo piumaggio, o piuttosto per la sua indole socievole, tanto che me lo trovo spesso che sbircia dalla finestra… o forse per tutte queste cose insieme, ma il suo arrivo è una delle poche cose che amo dell’inverno! Sta di fatto che mi piace moltissimo osservarlo mentre mangia i semini che lascio a lui e alle cinciallegre affamate che svolazzano nel mio giardino.

L’altra cosa invernate che amo è la neve, anche se sostengo il contrario perché ho il terrore di guidare per le strade innevate… Ma in questi giorni ha nevicato spesso ed ho apprezzato il fatto di ricamare guardando la neve fuori dalla finestra o anche una tazza di tè in compagnia di un bel libro, assaporando il silenzio irreale che pervade l’esterno… Una tale pace nella mia stagione preferita, l’estate, è impensabile! E poi adoro la neve sugli alberi e sui fiori, come in queste foto fatte stamattina in giardino… tutto sembrava come “sospeso” in un silenzio irreale e quasi magico:

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Ma ecco che cosa ho realizzato ispirandomi al mio uccellino preferito:

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Una shopper di tela che ho impreziosito con un ricamo, utile quando vado al mercato, e una spilla che mi farà pensare al pettirosso anche quando con la bella stagione non potrò più vederlo.

Gli schemi sono tratti dal libro di Christiane Dahlbeck Herbst & Winter.

Non poteva mancare un dolce “a tema” per l’ora del tè…

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Prima di lasciarvi, vi trascrivo una leggenda molto conosciuta sul pettirosso. Per oggi è tutto, alla prossima!

IL PETTIROSSO NELLA LEGGENDA

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Il pettirosso compare già nella mitologia celtica. Per i popoli del nord era infatti uno dei simboli del dio Thor, portatore di nuvole e tempesta. Esistono anche diverse tradizioni popolari che cercano di spiegare il suo particolare piumaggio. Secondo una nota leggenda cristiana, i pettirossi erano in origine tutti grigi, dal capo alla coda. Un pettirosso si trovava sul Golgota e, vedendo un uomo crocifisso, cercò di liberarlo dalla corona di spine che portava in testa e, nel farlo, si macchiò il petto con il suo sangue. Per ringraziare il piccolo uccello, Gesù Cristo (l’uomo era lui) decise di lasciarli quel segno rosso così che tutti gli uomini potessero riconoscere da lontano quella creatura così generosa. E da quel giorno, secondo la leggenda, il pettirosso ha assunto il colore che tutti conosciamo.

(FONTE: http://www.lipu.it/articoli-natura/8-oasi-e-centri-di-recupero/819-il-pettirosso-nella-cultura-popolare#sthash.VNAygl0b.dpuf )

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