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Archive for the ‘Cucito creativo’ Category

Ed ecco arrivata l’estate e l’agognato periodo delle ferie, da passare finalmente in famiglia. E quando c’è aria di pioggia, cosa fare per passare il tempo con un bambino? Ma creare, ovvio… 🙂

Ecco qui le nostre recenti “fatiche”, a costo zero, per passare un pomeriggio in casa. Occorrono sono tappi, colla a caldo e fantasia 🙂

Tre porta sapone, opera mia.

Una nuvola e un albero di Natale (un po’ in anticipo coi tempi ma si sa: i bambini pensano sempre al Natale), opera di mio figlio.

Per finire, prima di salutarvi, un angioletto e le bomboniere che ho fatto per il compleanno di un dolce bimbo con la tecnica del painted stitchery:

Per oggi è tutto, alla prossima!

 

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E’ giunto il mese di ottobre, in cui solitamente si va per i boschi per raccogliere castagne (quest’anno pochine in verità) e qualche funghetto… Ma siccome quest’anno non ce ne sono, ho pensato di crearli io 🙂

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Carini, vero? Sono dei funghetti Tilda per cui ho seguito un utilissimo tutorial trovato qui http://www.ilsitodiroberta.com/un-funghetto-non-fa-primavera-o-si/

Ad ecco qui invece uno scialle “autunnale” per la scelta dei colori, avanzi di altri lavori per la verità (un progetto utilissimo in questo…), si tratta di “Debut” di Katiuscia Bayslak nella mia personale interpretazione…

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E’ uno scialle che mi è piaciuto moltissimo sferruzzare e che mi terrà caldo in queste prime giornate fredde.

Per oggi è tutto, alla prossima!

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Che cosa c’è di meglio di un bel lavoro a maglia da fare sul divano di casa quado fuori fa freddissimo come in questi giorni? Sto rimandando le mie belle passeggiate a quando la temperatura risalirà e nel frattempo mi godo la calma della mia casa. C’è anche chi mi aiuta… 🙂

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Per il momento ho realizzato questo poncho a maglia ed uncinetto, che ho trovato qui,

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ma altri progetti sono in lavorazione.

Quando fa molto freddo, anche gli uccellini non trovano molto da mangiare, così ho pensato di dare loro un piccolo aiuto appendendo una mangiatoia. E’ un piacere osservare dalla finestra il via vai di cinciallegre e pettirossi! Ispirandomi a loro ho realizzato un piccolo amico…

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Conoscendo il mio amore per i pettirossi, mio marito mi ha regalato questa bellissima tazza… non è fantastica? 🙂
E’ perfetta per la mie tisane! 🙂

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Conoscete l’origine del nome “pettirosso”? Potete leggerla qui .

Da ultimo vi presento una collana direi indispensabile per chi ama il cucito! 🙂
E’ un progetto di Rovaris regalatomi dalla mia  amica Paola, che conosce perfettamente i miei gusti.
Appena l’ho visto, mi sono messa subito a realizzarlo.

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Per oggi è tutto, alla prossima!

 

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Erano da tanti anni che non andavo al cinema, ora grazie ai provvidenziali biglietti gratis offerti da Vodafone ho passato una piacevole serata al cinema con tutta la famiglia guardando l’ultimo affascinante capolavoro della Disney, Cenerentola.

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Scenari da fiaba – appunto – abiti meravigliosi, un principe azzurro davvero affascinante… 🙂 Direi proprio una bella domenica, in più la prima volta di mio figlio al cinema (che forse era più interessato alla mega dose di pop-corn che si è mangiato…).

Ispirandomi alla celebre fiaba ho realizzato la mia principessa Tilda 🙂

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Ecco invece una collana molto primaverile, un kit de “Il mondo di Pezze”:

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… ormai in giardino sboccia la Primavera!

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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Adoro i bucaneve: sono i primi fiori che annunciano la primavera, sembrano così delicati eppure sfidano il gelo dei mesi di gennaio e febbraio…

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a loro ho dedicato questo cuscinetto:

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lo schema dei bucaneve è di Luli e la lettera è tratta dal libro Ouvrages de Dames di Véronique Maillard.

 

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… poteva mancare un ciondolo a tema? 🙂

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Vi lascio anche una bellissima Fiaba di Hans Christian Andersen

Il Bucaneve

Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve.

Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. “Avanti!” disse il fiore. Non posso” rispose il raggio “non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.” “Quando verrà l’estate?” chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. Ma c’era ancora tanto tempo prima dell’estate, la neve era ancora lì e ogni notte l’acqua gelava. “Quanto dura!” disse il fiore. “Io mi sento solleticare, devo stendermi, allungarmi, aprirmi, devo uscire! Voglio dire buongiorno all’estate; sarà un tempo meraviglioso!” Il fiore si allungò e si stirò contro la scorza sottile che l’acqua aveva ammorbidito, la neve e la terra avevano riscaldato, il raggio di sole aveva punzecchiato; così sotto la neve spuntò una gemma verde chiaro, su uno stelo verde, con foglioline grosse che sembravano volerla proteggere. La neve era fredda, ma tutta illuminata, e era così facile attraversarla, e sopraggiunse un raggio di sole che aveva più forza di prima. “Benvenuto, benvenuto!” cantavano e risuonavano tutti i raggi, e il fiore si sollevò oltre la neve nel mondo luminoso. I raggi lo accarezzarono e lo baciarono, così si aprì tutto, bianco come la neve e adorno di striscioline verdi. Piegava il capo per la gioia e l’umiltà. “Bel fiore” cantavano i raggi “come sei fresco e puro! Tu sei il primo, l’unico, sei il nostro amore. Tu annunci l’estate, la bella estate in campagna e nelle città. Tutta la neve si scioglierà; i freddi venti se ne andranno. Noi domineremo. Tutto rinverdirà, e tu avrai compagnia, il lillà, il glicine e alla fine le rose; ma tu sei il primo, così delicato e puro!” Era proprio divertente. Era come se l’aria cantasse e risuonasse, come se i raggi di sole penetrassero nei suoi petali e nel suo stelo, lui era lì, così sottile e delicato e facile a spezzarsi, eppure così forte, nella sua giovanile bellezza; era lì in mantello bianco e nastri verdi, e lodava l’estate. Ma c’era ancora tempo prima dell’estate; nuvole nascosero il sole, e venti taglienti soffiarono sul fiorellino. “Sei arrivato troppo presto!” dissero il vento e l’aria. “Noi abbiamo ancora il potere, dovrai adattarti! Saresti dovuto rimanere chiuso in casa, non dovevi correre fuori per farti ammirare, non è ancora tempo.” C’era un freddo pungente! I giorni che vennero non portarono un solo raggio di sole, c’era un tale freddo che ci si poteva spezzare, soprattutto un fiorellino così delicato. Ma in lui c’era molta più forza di quanto lui stesso sospettasse, era la forza della gioia e della fede per l’estate che doveva giungere, che gli era stata annunciata da una profonda nostalgia e confermata dalla calda luce del sole; quindi resistette con la sua speranza, nel suo abito bianco sulla bianca neve, piegando il capo quando i fiocchi cadevano pesanti e fitti, quando i venti gelati soffiavano su di lui. “Ti spezzerai!” gli dicevano. “Appassirai, gelerai! Perché hai voluto uscire? perché non sei rimasto chiuso in casa? Il raggio di sole ti ha ingannato. E adesso ti sta bene, fiorellino che hai voluto bucare la neve!” “Bucaneve!” ripeté quello nel freddo mattino. “Bucaneve!” gridarono alcuni bambini che erano giunti nel giardino “ce n’è uno, così grazioso, così carino, è il primo, l’unico!”

Quelle parole fecero bene al fiore, erano come caldi raggi di sole. Il fiore, preso dalla sua gioia, non si accorse neppure d’essere stato colto; si trovò nella mano di un bambino, venne baciato dalle labbra di un bambino, poi fu portato in una stanza riscaldata, osservato da occhi affettuosi, e messo nell’acqua: era così rinfrescante, così ristoratrice, e il fiore credette improvvisamente d’essere entrato nell’estate. La fanciulla della casa, una ragazza graziosa che era già stata cresimata, aveva un caro amico che pure era stato cresimato e che ora studiava per trovarsi una sistemazione. “Sarà lui il mio fiorellino beffato dall’estate!” esclamò la fanciulla, prese quel fiore sottile e lo mise in un foglio di carta profumato su cui erano scritti dei versi, versi su un fiore che cominciavano con «fiorellino beffato dall’estate» e terminavano con «beffato dall’estate». «Caro amico, beffato dall’estate!» Lei lo aveva beffato d’estate. Tutto questo fu scritto in versi e spedito come una lettera; il fiore era là dentro e c’era proprio buio intorno a lui, buio come quando era nel bulbo. Il fiore viaggiò, si trovò nei sacco della posta, venne schiacciato, premuto; non era affatto piacevole, ma finì.

Il viaggio terminò, la lettera fu aperta e letta dal caro amico lui era molto contento, baciò il fiore che fu messo insieme ai versi in un cassetto, insieme a tante altre belle lettere che però non avevano un fiore; lui era il primo, l’unico, proprio come i raggi del sole lo avevano chiamato: com’era bello pensarlo! Ebbe la possibilità di pensarlo a lungo, e pensò mentre l’estate finiva, e poi finiva il lungo inverno, e venne estate di nuovo, e allora fu tirato fuori. Ma il giovane non era affatto felice; afferrò i fogli con violenza, gettò via i versi, e il fiore cadde sul pavimento, piatto e appassito; non per questo doveva essere gettato sul pavimento! Comunque meglio lì che nel fuoco, dove tutti i versi e le lettere finirono. Cosa era successo? Quello che succede spesso. Il fiore lo aveva beffato, ma quello era uno scherzo; la fanciulla lo aveva beffato, e quello non era uno scherzo; lei si era trovato un altro amico nel mezzo dell’estate. Al mattino il sole brillò su quel piccolo bucaneve schiacciato che sembrava dipinto sul pavimento. La ragazza che faceva le pulizie lo raccolse e lo mise in uno dei libri appoggiati sul tavolo, perché credeva ne fosse caduto mentre lei faceva le pulizie e metteva in ordine. Il fiore si trovò di nuovo tra versi stampati, e questi sono più distinti di quelli scritti a mano, per lo meno costano di più.

Così passarono gli anni e il libro rimase nello scaffale; poi venne preso, aperto e letto; era un bel libro: erano versi e canti del poeta danese Ambrosius Stub, che vale certo la pena di conoscere. L’uomo che leggeva quel libro girò la pagina. “Oh, c’è un fiore!” esclamò “un bucaneve! È stato messo qui certamente con un preciso significato; povero Ambrosius Stub! Anche lui era un fiore beffato, una vittima della poesia. Era giunto troppo in anticipo sul suo tempo, per questo subì tempeste e venti pungenti, passò da un signore della Fionia all’altro, come un fiore in un vaso d’acqua, come un fiore in una lettera di versi! Fiorellino, beffato dall’estate, zimbello dell’inverno, vittima di scherzi e di giochi, eppure il primo, l’unico poeta danese pieno di gioventù. Ora sei un segnalibro, piccolo bucaneve! Certo non sei stato messo qui a caso!” Così il bucaneve fu rimesso nel libro e si sentì onorato e felice sapendo di essere il segnalibro di quel meraviglioso libro di canti e apprendendo che chi per primo aveva cantato e scritto di lui, era pure stato un bucaneve, beffato dall’estate e vittima dell’inverno. Il fiore capì naturalmente tutto a modo suo, proprio come anche noi capiamo le cose a modo nostro.

Questa è la fiaba del bucaneve.

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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Natale è nell’aria e a casa fervono i preparativi…

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queste calzine, che addobberanno la mia scala, sono tratte da Mains & Merveilles N. 105. Che lavoro confezionarle tutte!

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Ho ancora un sacco di regali da finire… ho avuto giusto il tempo di sferruzzare un paio di veloci guantini per me! 🙂

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41andHappy di Emma Fassio.

Per oggi è tutto, alla prossima!

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Ecco arrivata una delle feste più attese da mio figlio. Quest’anno vuole vestirsi da Capitan Uncino ed io l’ho accontentato realizzando un gilet,  una cintura e l’ho completato con gli accessori giusti…

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Con una bella camicia bianca sotto e il cappello farà un figurone! Se penso che fino all’anno scorso non sapevo nemmeno usare la macchina da cucire, posso ritenermi soddisfatta! 🙂

Continuano poi i miei esperimenti di maglia, ecco una borsina pronta per accogliere qualche fiorellino primaverile…

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…ma ci sarà ancora da aspettare parecchio!
Intanto in giardino sbocciano i primi crochi: eccoli qui in tutto il loro splendore.

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Anche per oggi è tutto, alla prossima!

 

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