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Archive for the ‘Cuscinetti’ Category

Buon 2016

L’anno nuovo è iniziato e spero vivamente che prosegua meglio di come è iniziato perché in famiglia avevamo tutti l’influenza!!! Praticamente le feste sono quasi finte e nemmeno ci siamo accorti… che tristezza! Nessun pranzo, cena o merenda con amici e parenti… va beh, ci rifaremo quest’anno (si spera).

Ho ancora qualche lavoro del 2015 da mostrarvi e lo faccio ora:

ecco due cuscinetti per il mio albero di Natale, schemi tratti da “Just Cross Stitch Christmas Ornaments 2015”

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e uno strofinaccio dedicato alle feste

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questo invece sono due lavori che mi sono stati commissionati:

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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Adoro i bucaneve: sono i primi fiori che annunciano la primavera, sembrano così delicati eppure sfidano il gelo dei mesi di gennaio e febbraio…

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a loro ho dedicato questo cuscinetto:

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lo schema dei bucaneve è di Luli e la lettera è tratta dal libro Ouvrages de Dames di Véronique Maillard.

 

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… poteva mancare un ciondolo a tema? 🙂

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Vi lascio anche una bellissima Fiaba di Hans Christian Andersen

Il Bucaneve

Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve.

Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. “Avanti!” disse il fiore. Non posso” rispose il raggio “non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.” “Quando verrà l’estate?” chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. Ma c’era ancora tanto tempo prima dell’estate, la neve era ancora lì e ogni notte l’acqua gelava. “Quanto dura!” disse il fiore. “Io mi sento solleticare, devo stendermi, allungarmi, aprirmi, devo uscire! Voglio dire buongiorno all’estate; sarà un tempo meraviglioso!” Il fiore si allungò e si stirò contro la scorza sottile che l’acqua aveva ammorbidito, la neve e la terra avevano riscaldato, il raggio di sole aveva punzecchiato; così sotto la neve spuntò una gemma verde chiaro, su uno stelo verde, con foglioline grosse che sembravano volerla proteggere. La neve era fredda, ma tutta illuminata, e era così facile attraversarla, e sopraggiunse un raggio di sole che aveva più forza di prima. “Benvenuto, benvenuto!” cantavano e risuonavano tutti i raggi, e il fiore si sollevò oltre la neve nel mondo luminoso. I raggi lo accarezzarono e lo baciarono, così si aprì tutto, bianco come la neve e adorno di striscioline verdi. Piegava il capo per la gioia e l’umiltà. “Bel fiore” cantavano i raggi “come sei fresco e puro! Tu sei il primo, l’unico, sei il nostro amore. Tu annunci l’estate, la bella estate in campagna e nelle città. Tutta la neve si scioglierà; i freddi venti se ne andranno. Noi domineremo. Tutto rinverdirà, e tu avrai compagnia, il lillà, il glicine e alla fine le rose; ma tu sei il primo, così delicato e puro!” Era proprio divertente. Era come se l’aria cantasse e risuonasse, come se i raggi di sole penetrassero nei suoi petali e nel suo stelo, lui era lì, così sottile e delicato e facile a spezzarsi, eppure così forte, nella sua giovanile bellezza; era lì in mantello bianco e nastri verdi, e lodava l’estate. Ma c’era ancora tempo prima dell’estate; nuvole nascosero il sole, e venti taglienti soffiarono sul fiorellino. “Sei arrivato troppo presto!” dissero il vento e l’aria. “Noi abbiamo ancora il potere, dovrai adattarti! Saresti dovuto rimanere chiuso in casa, non dovevi correre fuori per farti ammirare, non è ancora tempo.” C’era un freddo pungente! I giorni che vennero non portarono un solo raggio di sole, c’era un tale freddo che ci si poteva spezzare, soprattutto un fiorellino così delicato. Ma in lui c’era molta più forza di quanto lui stesso sospettasse, era la forza della gioia e della fede per l’estate che doveva giungere, che gli era stata annunciata da una profonda nostalgia e confermata dalla calda luce del sole; quindi resistette con la sua speranza, nel suo abito bianco sulla bianca neve, piegando il capo quando i fiocchi cadevano pesanti e fitti, quando i venti gelati soffiavano su di lui. “Ti spezzerai!” gli dicevano. “Appassirai, gelerai! Perché hai voluto uscire? perché non sei rimasto chiuso in casa? Il raggio di sole ti ha ingannato. E adesso ti sta bene, fiorellino che hai voluto bucare la neve!” “Bucaneve!” ripeté quello nel freddo mattino. “Bucaneve!” gridarono alcuni bambini che erano giunti nel giardino “ce n’è uno, così grazioso, così carino, è il primo, l’unico!”

Quelle parole fecero bene al fiore, erano come caldi raggi di sole. Il fiore, preso dalla sua gioia, non si accorse neppure d’essere stato colto; si trovò nella mano di un bambino, venne baciato dalle labbra di un bambino, poi fu portato in una stanza riscaldata, osservato da occhi affettuosi, e messo nell’acqua: era così rinfrescante, così ristoratrice, e il fiore credette improvvisamente d’essere entrato nell’estate. La fanciulla della casa, una ragazza graziosa che era già stata cresimata, aveva un caro amico che pure era stato cresimato e che ora studiava per trovarsi una sistemazione. “Sarà lui il mio fiorellino beffato dall’estate!” esclamò la fanciulla, prese quel fiore sottile e lo mise in un foglio di carta profumato su cui erano scritti dei versi, versi su un fiore che cominciavano con «fiorellino beffato dall’estate» e terminavano con «beffato dall’estate». «Caro amico, beffato dall’estate!» Lei lo aveva beffato d’estate. Tutto questo fu scritto in versi e spedito come una lettera; il fiore era là dentro e c’era proprio buio intorno a lui, buio come quando era nel bulbo. Il fiore viaggiò, si trovò nei sacco della posta, venne schiacciato, premuto; non era affatto piacevole, ma finì.

Il viaggio terminò, la lettera fu aperta e letta dal caro amico lui era molto contento, baciò il fiore che fu messo insieme ai versi in un cassetto, insieme a tante altre belle lettere che però non avevano un fiore; lui era il primo, l’unico, proprio come i raggi del sole lo avevano chiamato: com’era bello pensarlo! Ebbe la possibilità di pensarlo a lungo, e pensò mentre l’estate finiva, e poi finiva il lungo inverno, e venne estate di nuovo, e allora fu tirato fuori. Ma il giovane non era affatto felice; afferrò i fogli con violenza, gettò via i versi, e il fiore cadde sul pavimento, piatto e appassito; non per questo doveva essere gettato sul pavimento! Comunque meglio lì che nel fuoco, dove tutti i versi e le lettere finirono. Cosa era successo? Quello che succede spesso. Il fiore lo aveva beffato, ma quello era uno scherzo; la fanciulla lo aveva beffato, e quello non era uno scherzo; lei si era trovato un altro amico nel mezzo dell’estate. Al mattino il sole brillò su quel piccolo bucaneve schiacciato che sembrava dipinto sul pavimento. La ragazza che faceva le pulizie lo raccolse e lo mise in uno dei libri appoggiati sul tavolo, perché credeva ne fosse caduto mentre lei faceva le pulizie e metteva in ordine. Il fiore si trovò di nuovo tra versi stampati, e questi sono più distinti di quelli scritti a mano, per lo meno costano di più.

Così passarono gli anni e il libro rimase nello scaffale; poi venne preso, aperto e letto; era un bel libro: erano versi e canti del poeta danese Ambrosius Stub, che vale certo la pena di conoscere. L’uomo che leggeva quel libro girò la pagina. “Oh, c’è un fiore!” esclamò “un bucaneve! È stato messo qui certamente con un preciso significato; povero Ambrosius Stub! Anche lui era un fiore beffato, una vittima della poesia. Era giunto troppo in anticipo sul suo tempo, per questo subì tempeste e venti pungenti, passò da un signore della Fionia all’altro, come un fiore in un vaso d’acqua, come un fiore in una lettera di versi! Fiorellino, beffato dall’estate, zimbello dell’inverno, vittima di scherzi e di giochi, eppure il primo, l’unico poeta danese pieno di gioventù. Ora sei un segnalibro, piccolo bucaneve! Certo non sei stato messo qui a caso!” Così il bucaneve fu rimesso nel libro e si sentì onorato e felice sapendo di essere il segnalibro di quel meraviglioso libro di canti e apprendendo che chi per primo aveva cantato e scritto di lui, era pure stato un bucaneve, beffato dall’estate e vittima dell’inverno. Il fiore capì naturalmente tutto a modo suo, proprio come anche noi capiamo le cose a modo nostro.

Questa è la fiaba del bucaneve.

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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Fiordalisi

Siamo giunti all’ultimo giorno di luglio e dell’estate per il momento neanche l’ombra! Almeno è il tempo ideale per fare le conserve e per dedicarsi ai lavoretti.

Questo cuscinetto è l’ultimo nato:

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lo schema è di Teresa Murgida, i fiordalisi sono del mio giardino.  Adoro il loro colore intenso! D’altra parte l’azzurro è il mio colore preferito…

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Con questo tempo anomalo il mio orto non riesce a dare il meglio di sé, ma qualche buona verdura matura lo stesso nonostante la pioggia. E io adoro realizzare golose torte salate, come questa con zucchine, borragine, menta, uova e formaggio pecorino decorata con fiori di zucchina e di borragine…

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Anche per oggi è tutto, alla prossima!

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D’estate la voglia di dedicarmi a lavori impegnativi mi abbandona. Saranno le lunghe giornate, sarà il caldo, sarà che preferisco andare al lago, ma preferisco dedicarmi a qualcosa di veloce e poco impegnativo, come queste collane all’uncinetto…

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oppure questo buffo cappellino (schema tratto dalla rivista Crochet mania)

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Ma non tralascio l’amato punto croce, anche se solo se per progetti veloci come questo schema di Teresa Murgida

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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In questi giorni i boschi attorno a casa mia sono resi candidi dalla fioritura degli alberi di acacia e di sambuco. Già conoscevo l’uso dei fiori di sambuco per fare delle gustose frittelle, quest’anno, rapita dal dolce profumo di questi fiori, ho voluto sperimentare altre ricette.

Ecco quindi che è nata la marmellata…

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e i dolcetti allo sciroppo di sambuco

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La ricetta dei dolcetti la trovate qui , ecco invece quella della marmellata.

MARMELLATA DI FIORI DI SAMBUCO

– 2 mele
– 100 g di fiori di sambuco già sgranati (ci vuole moolta pazienza!)
– 70 g di zucchero

Cuocete le mele tagliate a dadini con poca acqua finché diventano morbide. Passarle al passaverdura, unire lo zucchero e rimettere sul fuoco fino a quando si è sciolto per bene. Unire i fiorellini e far cuocere ancora qualche minuto. La marmellata è pronta! Se vi resta qualche rametto, potete passare nuovamente il tutto al passaverdura. Io la conservo in frigo e consumo fresca, a colazione spalmata sul pane.

Ecco qui invece il mio ultimo cuscinetto, un free di Isabella di The Primitive Hare:

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come sempre, adoro ricamare i suoi schemi.

Anche per oggi è tutto, alla prossima!

 

 

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Anche se la tanto sospirata primavera sembra averci abbandonato, la mia casa si abbellisce di cuscinetti tipicamente ispirati alla bella stagione:

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E’ la mia interpretazione del sampler di primavera di Nikyscreations, tratto dalla rivista Mains & merveilles.
Dallo schema del sampler, ho tratto tre piccoli cuscinetti per decorare il mio camino.

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Qui invece una collana ispirata alle mie passioni!

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Bella, vero? A me piace moltissimo!

Per oggi è tutto, alla prossima!

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Natale si avvicina… Eccoci al decimo appuntamento di “Natale Insieme tutto l’anno”, l’iniziativa di Marina che ci terrà compagnia fino a Natale.

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Partecipano con me

Manu – Tina –  Franca Paola – Isabella – Mary – Alessandra

Carlotta –Sonia – Dona – Claudia – Zaira – Mida – Daniela –

Anna Maria – Glo – Anna – Denise

Cris e Giovanna che non hanno blog.

Ecco qui il mio progetto, “Hiver” di Madame Chantilly, che è diventato un bel cuscinetto…

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che ve ne pare? A me piace molto.

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Per oggi è tutto, alla prossima!

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